La Conferenza nazionale sul federalismo vista dai giovani

Eric Schmid, 14 novembre 2025

La 7a Conferenza nazionale sul federalismo tenutasi il 13 e 14 novembre a Zugo ha affrontato il tema della pressione alla centralizzazione che preoccupa molti attori istituzionali e politici. Oltre 200 partecipanti hanno discusso il futuro del federalismo partendo da tesi volutamente provocatorie. Anche i giovani hanno avuto l’opportunità di far sentire la propria voce. Eric Schmid, presente in veste di osservatore, riassume in quest’articolo le sue impressioni.

«Diversità nell’unità e unità nella diversità», ovvero l’idea di unire di popoli e religioni diverse in seno a una stessa nazione, favorendo la convivenza pacifica di prospettive politiche e culturali spesso divergenti. Questo principio cardine del federalismo è uno dei motivi che spiegano il successo e la stabilità della Svizzera sin dalla nascita del nostro Stato federale moderno. Questo principio è tuttora attuale, forse anche di più rispetto alla guerra del Sonderbund, combattuta ben 178 anni fa. Oggi la nostra società, in particolare le fasce giovani, è più eterogenea e diversificata che mai: religioni e culture diverse coesistono e si osserva una grande varietà di opinioni e prospettive politiche. A maggior ragione, per i giovani diventa essenziale vivere in un sistema capace di accogliere le differenze, di restare tollerante, di ridurre le disuguaglianze e, allo stesso tempo, di governare in modo efficiente. Alla luce di queste considerazioni, quest’articolo espone il punto di vista dei giovani sui lavori e sulle discussioni della conferenza.

Eric Schmid ha presentato alcune tesi sul futuro del federalismo dal punto di vista dei giovani.

© Andrin Hettinger

Temi principali della conferenza

Centralizzazione per comodità

Una delle tesi da cui hanno preso spunto le discussioni sosteneva che la centralizzazione è un concetto puramente teorico e che sarebbe più appropriato parlare di maggiore integrazione e cooperazione e di condivisione di compiti tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Il federalismo è piuttosto un metodo di lavoro in continua evoluzione, che si adatta alle circostanze e richiede impegno continuo. Secondo Andrea Caroni, presidente del Consiglio degli Stati, oggi molti preferiscono la comodità. La Confederazione e i Cantoni contribuiscono alla centralizzazione attraverso il loro passivismo, monetarismo e attivismo. Per contrastare questa tendenza, i Cantoni e i Comuni devono avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, mentre la Confederazione deve ridurre il proprio attivismo e promuovere un federalismo vivace e creativo. Una scelta che non è sempre la più comoda, ma che sicuramente è più giusta. Solo così si contrasta la centralizzazione per comodità.

Concorrenza tra Cantoni 

Il federalismo garantisce la prosperità anche attraverso la concorrenza tra Cantoni, a condizione che l’equivalenza fiscale sia assicurata, le esternalità vengano affrontate e gestite e venga promossa la coesione. La centralizzazione strisciante e le nuove sovrapposizioni di compiti mettono a rischio il principio dell’equivalenza fiscale, generando inefficienze nella concorrenza. Il progetto «Dissociazione 27» può aiutare a definire competenze chiare e a rafforzare l’equivalenza fiscale, favorendo a sua volta la concorrenza tra Cantoni. Dal punto di vista dei giovani, i Cantoni dovrebbero assumere maggiormente il ruolo di incubatori di innovazione e incoraggiare la creatività e la mobilità giovanile, elementi in grado di stimolare una sana concorrenza tra i Cantoni.

Digitalizzazione

Il federalismo può portare a una maggiore innovazione nella digitalizzazione a condizione che tutte le parti coinvolte, a ogni livello statale, remino nella stessa direzione. In termini di trasformazione digitale la Svizzera accusa un certo ritardo rispetto alla media europea, ad esempio rispetto all’Austria, anch’essa uno Stato federale. Questa differenza risulta dalla ripartizione delle competenze: in Svizzera la Confederazione non dispone (ancora) di una base costituzionale adeguata. Una delle tesi discusse durante la conferenza sosteneva che una digitalizzazione più spinta è meno necessaria in Svizzera rispetto ad altri Paesi. Il federalismo svizzero, infatti, è vicino ai cittadini e questo facilita il dialogo con l’Amministrazione. Progetti come Amministrazione digitale Svizzera (ADS) e eTraslocoCH dimostrano che si possono trovare soluzioni nazionali anche attraverso la cooperazione intercantonale, sebbene il processo sia ancora relativamente laborioso. A breve e medio termine è necessario rafforzare la governance e l’attuazione comuni, mentre a lungo termine occorre una competenza costituzionale federale ad hoc, che permetta di creare standard e interfacce vincolanti e di imprimere impulsi decisivi.

Contesto europeo e internazionale

Sono state evidenziate le analogie tra il modello dell’UE e quello svizzero, entrambi basati sulla concordanza (consenso), mentre nei Paesi membri dell’UE prevale spesso un modello basato sulla concorrenza. Il modello di concordanza è più inclusivo e garantisce che anche le minoranze abbiano responsabilità di governo. Questo approccio è particolarmente importante in territori culturalmente e linguisticamente eterogenei come la Svizzera. 

Un confronto con gli Stati Uniti mostra che il federalismo non sempre favorisce la democrazia. In particolare può portare a una frammentazione dei diritti civili, di fronte alla quale ci si può interrogare sull’opportunità di definire e garantire i diritti fondamentali a livello centrale. Infine, è stato affrontato anche il tema della sovranità dei piccoli Stati nell’attuale contesto internazionale, sempre più caratterizzato da una politica basata sul potere. 

Cooperazione orizzontale

L’introduzione di processi e formati di scambio standardizzati è fondamentale, in particolare per i Cantoni e i Comuni più piccoli, perché permette di utilizzare in modo efficiente le risorse disponibili e di rafforzare l’autonomia finanziaria. Progetti concreti, come gli scambi linguistici intercantonali o il concordato sulla psichiatria (Uri, Svitto, Zugo), mostrano che vi è tuttora potenziale e che la cooperazione orizzontale è già in atto. 

Durante la conferenza nazionale sul federalismo hanno preso la parola esponenti del mondo politico, scientifico e sociale. 

© Andrin Hettinger

Il punto di vista dei giovani

Veniamo ora al tema principale del mio contributo alla conferenza, ossia esporre il punto di vista dei giovani in relazione al federalismo e al suo futuro. Premetto che i giovani svizzeri hanno opinioni molto diversificate sull’argomento. In questa sede non le sintetizzo e non faccio generalizzazioni. La mia riflessione si basa sull’esperienza personale e sulle conversazioni che ho intrattenuto con altri giovani in merito alle sfide che riguardano le giovani generazioni. 

Vicinanza della politica

Spesso i giovani non si sentono coinvolti dalla politica. La separazione verticale del potere può tuttavia contribuire a creare vicinanza: la politica a livello comunale o cantonale ha una dimensione più personale, accessibile, meno astratta e distante. I giovani conoscono i politici locali e, generalmente, le barriere che ostacolano l’accesso alla politica sono basse, il che favorisce la partecipazione. La politica cantonale e comunale, spesso più pragmatica e incentrata su temi concreti, riduce la polarizzazione. Non a caso, in Svizzera la polarizzazione affettiva (divisione emotiva tra gruppi) è ancora relativamente contenuta rispetto ad altri Paesi. È molto probabile che ciò sia legato alla vicinanza della politica ai cittadini, favorita dalla struttura federalistica della Svizzera. 

Tesi 1: il federalismo è un antidoto alla polarizzazione perché poggia sul pluralismo delle opinioni. Contribuisce a un sano dibattito politico ed è per questo che è fondamentale per garantire il futuro e la stabilità delle nostre istituzioni politiche.

Partecipazione politica

In un sistema federale è più facile partecipare e impegnarsi in prima persona. Ne sono un esempio i Parlamenti dei giovani e le sezioni giovanili dei partiti a livello cantonale. Le petizioni su temi concreti o le elezioni comunali e cantonali suscitano interesse e promuovono la partecipazione perché affrontano questioni che toccano direttamente i giovani.

Tesi 2: una gioventù attiva e partecipe si impegna di più e si fa portavoce delle priorità e delle istanze del futuro. Questo va a vantaggio di tutta la società.

Diversità

Il federalismo tiene conto delle nuove realtà e delle dinamiche sociali. La nostra generazione è più diversificata che mai sotto ogni punto di vista: maggiori opportunità e prospettive, ma anche differenze più marcate e più fonti di attrito. Il federalismo sostiene le minoranze, valorizza la diversità, integra prospettive diverse e favorisce la convivenza sociale, indipendentemente dallo status, dall’origine o dalla professione di ciascuno.
Tesi 3: il federalismo può trasformare la diversità in un punto di forza e ridurre le spaccature all’interno della società. Contribuisce in modo determinante a una Svizzera moderna, innovativa e competitiva, a vantaggio di tutta la popolazione. 

Cambiamento climatico

Non si può parlare di una Svizzera innovativa e orientata al futuro senza evocare il tema del cambiamento climatico e della politica ambientale, un argomento che sta particolarmente a cuore ai giovani. È indubbio che i principi fondamentali del federalismo, come la concorrenza tra Cantoni e l’innovazione per lo sviluppo di tecnologie e sistemi sostenibili, sono importanti. Altrettanto importanti sono però anche una legislazione efficace e per quanto possibile priva di ostacoli così come la sua attuazione. È frustrante quando i Cantoni e i Comuni procedono a ritmi diversi e le opposizioni frenano i progressi compiuti a livello nazionale.

Tesi 4: per una Svizzera sostenibile e orientata al futuro è necessario trovare un compromesso tra i livelli istituzionali. Servono concorrenza tra Cantoni, scambio di buone prassi e innovazione, impulsi centralizzati ed efficaci a livello federale che definiscano la rotta e, in parte, anche le tempistiche. La politica ambientale riguarda in modo particolare i giovani e deve essere definita con la collaborazione di tutti i livelli.

Digitalizzazione

La digitalizzazione offre molte possibilità per coinvolgere maggiormente i giovani nel federalismo. Facilita l’accesso alle informazioni, ad esempio sulle differenze tra i Cantoni e i loro sistemi scolastici. Grazie all’intelligenza artificiale e a siti web chiari e strutturati, è possibile capire meglio i 26 sistemi politici diversi e la loro complessità. Processi più efficienti semplificano le formalità in caso di cambiamento di domicilio o di trasferimento in un altro Cantone.

Tesi 5: la digitalizzazione rappresenta un’opportunità che non implica necessariamente soluzioni più centralizzate. Può anche servire a promuovere il federalismo e la sua capacità di far fronte alle sfide future attraverso siti web informativi ed esplicativi o applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e attraverso processi più efficienti all’interno delle amministrazioni cantonali. Si tratta di un tema fondamentale per i giovani. Se ben attuata a livello cantonale, la digitalizzazione può rafforzare il federalismo e l’immagine che ne hanno i giovani.

Conclusione: appello per un federalismo moderno

Per concludere, vorrei evidenziare alcuni elementi che mi stanno particolarmente a cuore: il federalismo offre opportunità per il futuro e può rappresentare una soluzione almeno parziale a diversi problemi, in particolare a quelli che riguardano i giovani. Non si tratta quindi di un principio antiquato mantenuto per tradizione o nostalgia, bensì di un sistema moderno di organizzazione dello Stato, capace di tener conto delle nuove realtà sociali. Un federalismo moderno può guidare con successo la Svizzera attraverso periodi di turbolenze politiche e fungere da collante all’insegna del motto «unità nella diversità».


A proposito dell'autore

Eric Schmid studia relazioni internazionali all’Università di Ginevra. Dal 2023 è membro dei Giovani Verdi Liberali (jglp) e, in tale veste, ha partecipato due volte al congresso europeo Lymec, il convegno annuale dei Giovani liberali e riformisti europei. Dopo aver conseguito la maturità bilingue, ha lavorato per alcuni mesi in Uganda come volontario per una ONG locale. Il suo lavoro di maturità sul tema della neutralità svizzera è stato premiato dal Cantone di Zurigo.

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